Progetto

Dove si trova

Ascoli21 occuperà il sito industriale che corrisponde all’ex SGL Carbon, un’area pari a quella su cui si sviluppa il centro storico.

L'area SGL Carbon ha rappresentato per generazioni di ascolani il simbolo dell'industrializzazione, del boom economico, del nuovo che avanza.

È infatti all'inizio del 1900 che si insedia la Società Carburo, specializzata nella produzione di materiali di derivazione calcarea. Ad essa si affianca, nei primi anni Venti, la più vasta area della SICE (Società Italiana Carboni Elettrici), conseguente alla costituzione della Società Italiana dei Forni Elettrici e dell'Elettrocarbonium, dedita alla produzione di manufatti a base di carbone per le applicazioni elettrotecniche ed elettrochimiche, alla fabbricazione di grafite artificiale e di manufatti in grafite.

Da questo momento in poi, la fabbrica ascolana diventa il motore propulsore dell'occupazione e dell'economia: alla fine degli anni Sessanta, il numero dei dipendenti si assesta attorno a 1000, interessando fra il 6 e l'8% delle famiglie ascolane. Nel 1992 l'Elettrocarbonium viene inglobata dall'SGL Carbon, colosso dell'industria chimica. In quegli anni lo stabilimento di Ascoli Piceno fornisce il 40% della produzione mondiale di silicio metallico, oltre a catodi, rivestimenti per altiforni e pasta elettrodica.

In quello stesso periodo, però, si assiste a un calo progressivo dell'occupazione. Emergono anche problemi legati alla salute pubblica e ambientale: nel corso dei decenni, il fenomeno di progressiva urbanizzazione del territorio aveva annullato la distanza tra il centro produttivo e il centro abitato. Si avvia così una crisi che porterà alla chiusura definitiva dello stabilimento nel 2007.

Oggi l'area SGL Carbon - 25 ettari di terreno su cui si estendono 850 mila metri cubi di volumi fra capannoni e attrezzature industriali – è in uno stato di totale abbandono. Si tratta di terreni il cui equilibrio naturale è stato gravemente compromesso. Per questo è stata individuata, sia dalla Regione che dalla Provincia, come area prioritaria ai fini di bonifica.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse:
- Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde:
- Senza pietre non c'è arco.
(Le città invisibili, Italo Calvino)

 

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