Mission

Stiamo vivendo un’epoca di grande trasformazione. Alcuni parlano senza timore di rivoluzione. Il nuovo secolo inizia all’insegna di sfide radicali.

Cambia il modello di sviluppo, cambia il modo di intendere la crescita, l’idea della qualità della vita. Al centro oggi è l’idea della sostenibilità, ambientale certo, ma anche economica e sociale. Quelle che abbiamo davanti sono sfide che possiamo affrontare solo attingendo alle nostre più importanti risorse di individui: intelligenza, creatività, curiosità.
E così che il concetto di sostenibilità si intreccia e si integra con quello di innovazione e di tecnologia. E così che nasce il concetto della smart city, la città intelligente, a misura di uomo che invece di essere un luogo faticoso, se non esplicitamente, ostile, ridiventa habitat: innovativo, tecnologico, sostenibile, verde.

È la rinascita del pensiero urbanistico, contro la crescita incontrollata e casuale che allarga le dimensioni delle città senza generare benefici. Al contrario le smart city sono compatte, sono fatte di relazioni sottili e fondamentali, si basano su sistemi intelligenti e su reti, elettriche, energetiche, sociali, d’informazioni, fitte e fluide. Intelligente, infine, è la città che usa il suolo - risorsa della cui finitezza cominciamo ad essere per fortuna consapevoli - in maniera intelligente, evitandone abusi, addirittura riusa il suolo rigenerandolo per le nuove funzioni urbane.

Ovunque nel mondo si stanno definendo criteri di progettazione altamente innovativi che in maniera ogni volta diversa declinano questi concetti, trovando le risorse migliori interrogando con attenzione l’ambiente, la storia, la cultura, il modo di vivere locali, e fornendo risposte concrete alla sfida del nuovo secolo.

Cambia il modo di concepire la casa, il modo di produrre energia, di muoversi nello spazio, di lavorare, di vivere le aree verdi, di produrre e di consumare. Così fanno Londra, Friburgo, Stoccolma, Portland, Barcellona, Chicago, così cerca di fare anche Genova, con i suoi progetti di rivitalizzazione del porto e del centro storico. Città che si trasformano in maniera globale, dalle radici; città che segnano il passo, aprono la strada alle altre.  

Restart vede nell’area industriale SGL Carbon un’importante opportunità per Ascoli di inserirsi in questo profondo movimento di trasformazione.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse:
- Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde:
- Senza pietre non c'è arco.
(Le città invisibili, Italo Calvino)

 

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