Polo tecnologico

Che cos'è un Polo Tecnologico?

La definizione più corretta è quello che lo definisce come una comunità strutturata che ha un obiettivo preciso: innovare.

Una comunità i cui attori principali sono giovani ricercatori, studenti, start up, ma anche imprese più strutturate che hanno una tradizione nell’innovazione, gruppi finanziari e banche che possano sostenere e contribuire al loro sforzo imprenditoriale. Insomma, tutti coloro che fanno sì che l’innovazione accada.

Una comunità che si identifica in uno spazio. Il polo tecnologico è anche l’insieme di servizi, strutture e infrastrutture che occorrono alla comunità per portare avanti i suoi obiettivi nella maniera più efficace. L’obiettivo è fare in modo che le informazioni e le intuizioni creative e scientifiche circolino più velocemente e raggiungano tutti, in una sorta di flusso di conoscenze continuo.

Sarebbe sbagliato immaginarlo come una realtà chiusa: questo significherebbe decretarne la fine. Un polo tecnologico infatti ha bisogno della città intorno, ha bisogno di aprire e mantenere con lei e con le sue realtà imprenditoriali più vivaci un dialogo costante per interpretarne le esigenze e intercettarne le potenzialità di crescita.

Un centro vitale che mette insieme le energie migliori della città per aumentarne la forza e dare concretezza all’intraprendenza che caratterizza il territorio, inserendo la città e i suoi protagonisti in un circuito di conoscenza di altissimo profilo e generando opportunità di rilancio nei settori oggi più dinamici: energie rinnovabili, ICT, edilizia sostenibile.

Dopo una fase di avvio in cui il Polo potrà essere sostenuto anche dall’intervento di Fondi di investimento, il Polo dovrà diventare finanziariamente ed economicamente autonomo. Una scelta che è garanzia di serietà e professionalità. Il Polo di Ascoli21 non si reggerà su sovvenzioni o aiuti, ma sarà esso stesso strumento reale di crescita economica, consapevolmente inserito dentro le dinamiche di mercato che caratterizzano il settore.

Qualche esempio

Un esempio davvero calzante è quello di Sophia Antipolis, sulla Costa Azzurra, tra Nizza e Antibes. Fondata nel 1970, Sophia Antipolis è oggi considerata la Silicon Valley europea: in un’unica area di circa 200.000 mq, contornata da un parco mediterraneo, hanno sede circa 1300 aziende prevalentemente del settore ICT, tra cui Philips, IBM, Hitachi, Hewlett Packard, oltre alla Business School Skema, ETSI (European Telecommunication Standard Institute) e lo European Research Consortium for Informatics and mathematics.

Altrettanto significativa, e di più recente fondazione, è l’esperienza del High Tech Park di Saint Laurent in Quebec. Il Parco raccoglie più di un centinaio di aziende, oltre a centri di ricerca scientifica e società che forniscono consulenza e servizi; i settori di punta sono l’elettronica, l’ottica, le biotecnologie, tecnologie ambientali.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse:
- Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde:
- Senza pietre non c'è arco.
(Le città invisibili, Italo Calvino)

 

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