Polo tecnologico

Innovation desk. Avvio del Tavolo di Lavoro

Incontro del 13 settembre 2012, presso Confindustria San Benedetto del Tronto

Dopo i saluti introduttivi di Bruno Bucciarelli, presidente di Confindustria Ascoli Piceno, e Franco Gaspari, Presidente di Restart, aprono i lavori del Tavolo le istituzioni, direttamente coinvolte nello sviluppo dell’intero progetto.

Il Sindaco Castelli, l’Assessore regionale Canzian, e il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Celani, richiamano con forza alla necessità di ritrovare unità: la risposta alla crisi deve venire dalla comunità nel suo insieme che deve con generosità e lungimiranza supportare quella che rappresenta un’importante opportunità di sviluppo.

Un concetto che Canzian ribadisce con forza. Per l’assessore regionale al Piceno “è finito il tempo delle contrapposizioni sterili”; quello di Restart è “l’unico progetto concreto in campo e chi ha delle riserve ha l’obbligo di presentare proposte alternative”. Castelli richiama alla generosità le imprese e il territorio che devono investire sul futuro e sulle nuove generazioni, impegnandosi per creare percorsi che consentano di uscire dalla crisi. Particolarmente attento ai giovani è anche il contributo di Celani, che sprona a mettere il turbo per realizzare il progetto e riuscire ad avviare il Seedlab, cioè il primo nucleo del Polo Tecnologico, entro poche settimane.

Che quello della comunità sia un ruolo fondamentale in questa fase è convinzione anche di Marini Marini, Presidente della Fondazione Carisap. Nei momenti di crisi, le comunità possono reagire in modi diversi, ha sostenuto il Presidente della fondazione, e la possibilità di uscire dalla crisi (che nel territorio piceno era forte già prima della crisi nazionale e internazionale) è nelle loro mani. “Abbiamo scelto di sostenere questo progetto di Restart, perché è uno dei pochi esempi di rete, una delle poche opportunità per fare comunità. Questo progetto è un banco di prova importante, che può servire a identificare efficaci modalità e procedure di raccordo tra gli stakeholder.”

Marini Marini conclude ricordando che il risultato si vedrà sul lungo periodo: “si lavora per le generazioni future”

Dopo gli interventi delle istituzioni, che hanno ribadito il loro sostegno all’iniziativa, sono stati presentati alcuni documenti tecnici che indicano le ipotesi di sviluppo concrete messe a punto per il Polo Tecnologico da Giuseppe Campanella e Fabrizio Luciani

Si tratta quindi di documenti sulla base dei quali costruire un percorso di analisi insieme con gli attori - università, imprese, istituzioni - che sceglieranno di aderire formalmente ed ufficialmente al tavolo, impegnandosi nella costituzione dell’organismo di gestione del Polo Tecnologico e nella elaborazione delle linee guida (obiettivi, strumenti, aree di lavoro, budget…).

Il professor Pacetti, rettore dell’Università Politecnica delle Marche, ha evidenziato che questo progetto ha alcune caratteristiche che lo contraddistinguono dalle troppe iniziative di questo stampo che sono fiorite negli ultimi venti anni e che non hanno saputo portare reali opportunità di sviluppo. Secondo Pacetti la presenza di un forte nucleo di imprenditori, di un business plan che prescinde dai contributi pubblici, l’unitarietà delle posizioni espresse dalle istituzioni, e la presenza di un gruppo di persone che ha reali esperienze nel settore degli investimenti, rende il progetto innovativo e serio.

“L’Università Politecnica delle Marche ha da sempre un’attenzione specifica alla crescita del territorio e vede come un naturale sviluppo del suo obiettivo aderire a questo progetto, purché”, ribadisce il rettore “ci venga richiesto di intervenire in settori sui quali abbiamo competenze. Con fiducia e generosità, riprendendo i termini usati dalle istituzioni, l’Università Politecnica delle Marche è aperta ad analizzare nel dettaglio il progetto concreto.”

Il Rettore dell’Università di Camerino, prof. Flavio Corradini, evidenzia come l’adesione al progetto sia possibile solo se il progetto si configurerà come un’iniziativa nettamente distinta dai soliti carrozzoni, dalle solite sovrastrutture che si moltiplicano nel nostro Paese. Disponibile invece alla realizzazione di un progetto che valorizzi le competenze del territorio e in questo senso ricorda come esistano già 4 diversi spin off di Unicam che possono essere integrati nel nascente incubatore. Il Rettore richiama tutti all’importanza di fare un piano di sostenibilità finanziaria, ricordando che i costi per i laboratori e le attività di ricerca scientifica seria sono molto importanti.

Il Rettore dell’Università di Macerata, Luigi Lacché apre il suo contributo citando un articolo recentemente pubblicato sul sole 24 ore in cui si sottolinea come la promozione della imprenditorialità non sia uno sprint bensì una maratona. Perché il progetto del Polo Tecnologico di Ascoli 21 sia positivo è necessario evitare di ripetere gli errori già compiuti da altri, evitare di replicare modelli vecchi e rifuggire dalla retorica. Bisogna invece valorizzare quello che esiste che può dare risultati positivi fin da subito. L’apporto delle università sarà secondo Lacché un apporto anche critico, nell’ottica di costruire un progetto realmente funzionante.

In seguito è intervenuto il Presidente di Area Science Park, il Parco Tecnologico più importante d’Italia. L’intervento di De Maio ha voluto evidenziare alcuni aspetti critici e difficoltà del fare innovazione nel nostro Paese oltre che dare alcuni consigli molto pratici. Fondamentale per De Maio la chiarezza della visione progettuale, una chiarezza che deve essere evidente fin dall’inizio e fin nelle scelte apparentemente meno significative, come il nome.

Ma è necessario fare chiarezza anche nella individuazione del territorio di riferimento. “Sono i territori che competono: dunque qual è il territorio di riferimento in questo caso?Qual è il territorio che compete?”

Chiarezza anche nella individuazione degli obiettivi: occorre individuare pochi, anzi pochissimi e puntare su quelli in maniera decisa.

De Maio evidenzia anche gli aspetti positivi del progetto Restart. “Vedo qui un grande entusiasmo ed è questa una condizione necessaria a far partire bene un progetto di questo tipo, ma vedo anche una compartecipazione di attori necessari che possono tenere insieme tutti gli elementi per farlo decollare: le istituzioni, gli enti per la formazione e la ricerca, le imprese, gli investitori.”

Occorre partire da una mappa delle competenze del territorio e fare rete, fare in modo che le imprese si conoscano e che lavorino insieme, superando il provincialismo tipico del nostro Paese, per inserirsi dove ci sono i vuoti.

 “Il fatto che molte imprese aderiscano al progetto è importante, ma non è quello l’obiettivo di un Polo: quello è lo strumento, il mezzo per conseguire un obiettivo di sviluppo”.

Sono seguiti altri interventi significativi come quello del dottor Bozzi (SVIM) che ha ribadito la disponibilità dell’ente che rappresenta verso l’iniziativa del Polo, e che ha posto all’assemblea il tema della necessità di attivare al meglio i fondi regionali e di riconsiderare il sistema di erogazione di fondi alle imprese; del dottor De Santis (Consorzio Universitario Piceno), per il quale il Polo sarà necessario anche per la nascita di scuole di dottorato, utili per mettere in contatto imprese, ricerca e università o del dottor Faraone, del Gruppo Faraone, che ha evidenziato la necessità di un rapporto più stretto, costante e proficuo tra imprese e università.  L’architetto Minetti, della Regione Marche ha invitato tutti a tenere la testa nel futuro e a rinnovare rispetto al passato.

Il Tavolo di lavoro si è concluso con la raccolta delle adesioni ufficiali all’iniziativa. La prima fase della raccolta proseguirà fino alla fine del mese di settembre, quando verrà reso pubblico l’elenco dei primi componenti del Tavolo di Lavoro per il Polo Tecnologico.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse:
- Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde:
- Senza pietre non c'è arco.
(Le città invisibili, Italo Calvino)

 

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