Polo Tecnologico

Innovation Desk - Prima giornata di lavori

Incontro plenario del 16 ottobre 2012, presso Restart (Ascoli Piceno)

Il primo incontro ufficiale dell’Innovation Desk – ”luogo collegiale” in cui confrontarsi sul  percorso verso la costituzione del Polo Tecnologico, Scientifico e Culturale di Ascoli Piceno –  si apre con l’intervento di Giuseppe Campanella, Consigliere Restart Delegato al progetto del Polo. Nel ringraziare i presenti, Campanella annuncia la costituzione di due Commissioni, incentrate rispettivamente sugli ambiti di attività del Polo e sui sistemi di governance da adottare. Gli aderenti all’Innovation Desk potranno scegliere di partecipare a uno o entrambi i gruppi, che si riuniranno in sedute ad hoc, previste per l’inizio di novembre e l’inizio di dicembre. Quanto discusso in sede di commissione sarà poi condiviso negli incontri plenari dell’Innovation Desk.

Il Sindaco Guido Castelli rinnova il sostegno dell’amministrazione comunale, sottolineando come la recente candidatura del Comune al bando Piano per le Città apra la possibilità di accesso ad un finanziamento di 13 milioni di euro, da dedicare al Polo.

Nel suo intervento, anche il Presidente della Provincia Piero Celani evidenzia la disponibilità a collaborare per la formulazione di una proposta condivisa e attuabile con tutti gli attori del territorio. In particolare, la Provincia vede nei fondi europei FES uno strumento per dare respiro al Polo, che deve diventare il catalizzatore di un sistema interregionale.  

Tra i temi affrontati durante i diversi interventi, è emersa la questione della mission del Polo, in quanto strumento volto a fornire supporto al tessuto economico e imprenditoriale. Secondo il Prof. Giuseppe Losco, Prorettore alla Programmazione dell’Università di Camerino, è necessario partire dalle reali esigenze del territorio, che ad oggi vede le PMI attraversare una fase particolarmente critica. Per questa ragione, secondo il Prof Losco, è importante che il Polo intervenga sulla difficoltà di investimento in ricerca e sviluppo delle imprese, a cui anche l’Università non riesce a fare fronte, per mancanza di risorse.

Anche Gianluca Tondi di TM Italia sottolinea come sia importante operare sul territorio a sostegno delle PMI, aiutandole ad accedere ai mercati esteri e ad innovare. Il Polo deve, dunque, essere un ambiente che favorisca la capacità del territorio di intercettare nuovi trend e nuove opportunità tecnologiche.

Secondo Ernesto Patruno, CEO di Metisoft, il ruolo del Polo dovrebbe essere il sostegno alla nascita di nuove imprese, dal momento che queste ultime sono il volano più efficace per la creazione di nuovi posti di lavoro. Dello stesso avviso è Floriano Bonfigli dell’ISTAO, per il quale è fondamentale che il Polo faccia anche cultura di impresa, favorendo la nascita di nuove aziende: sono queste ultime il vero motore di sviluppo per il Paese, in termini di PIL generato, occupazione e imposte versate nelle casse dello Stato.

Interviene su questo tema anche Moreno Bruni di Confartigianato, che sottolinea la necessità per il Polo di agire su entrambi i fronti, il sostegno alle imprese esistenti e l’impulso alla creazione di start up. Bruni ribadisce, inoltre, l’interesse per le imprese aderenti a Confartigianato rispetto al progetto del Polo e al più ampio progetto di riqualificazione urbana Ascoli21.

È Giuseppe Campanella, in chiusura, a tirare le fila della questione, evidenziando come il Polo non debba porsi in una prospettiva generazionale, ma valutare la qualità dei progetti e la relativa capacità di stare sul mercato. Su questo piano, anche Federico Straccia ribadisce la disponibilità a mettere a disposizione competenze e professionalità.

Per quanto concerne il sistema di governance del Polo, Enrico Biondi di Sooft Italia rileva come sia preferibile una gestione di tipo manageriale/privatistico, con la presenza di una leadership chiara e forte.

Anche il tema del bacino geografico di riferimento del Polo torna in numerosi interventi. Giancarlo Collina, Segretario Provinciale CGIL, sottolinea la necessità di dare un respiro sovra-regionale al progetto, in modo da intercettare risorse, bisogni e competenze dalle aree circostanti, anche in funzione dei filoni su cui si incentrerà l’attività del Polo. Secondo Marsilio Antonucci della CISL altrettanto importante deve essere la dimensione territoriale del Polo, che deve fungere da stimolo e supporto per la nascita di nuova impresa.   Collina si sofferma, inoltre, sul ruolo che le istituzioni pubbliche devono assumersi in un progetto della portata del Polo.

Secondo Luciano Vizioli di Confindustria, il Polo deve essere un progetto territoriale, in grado di ottimizzare lo sviluppo del Piceno con una precisa piattaforma di attrazione di nuovi investimenti. Per questa ragione, sarà necessario operare delle scelte e definire un nuovo modello di sviluppo.

Alessandro Flammini, funzionario delle Nazioni Unite, evidenzia come il Polo debba fungere da incubatore di start-up piuttosto che come aggregatore di centri di ricerca, ruolo già assolto sul territorio da strutture come l'Università o Tecnomarche. Il Polo, secondo Flammini, dovrebbe inoltre fungere da catalizzatore di supporto politico e finanziario e favorire il networking per l'internazionalizzazione di attività d'impresa innovative, facilitando l'accesso a mercati esteri.

Relativamente alla questione del credito, Donatella Calvelli della Fondazione Ottavio Sgariglia Dalmonte afferma che, oltre l’erogazione del finanziamento, è importante sostenere le nuove imprese in sinergia con le istituzioni e le associazioni di categoria. È in questa ottica che la Fondazione Sgariglia opera, con il criterio della valorizzazione dei Business Plan più convincenti.

Anche secondo Achille Eusebi lo snodo del credito per le imprese è cruciale: per far fonte alla questione in maniera efficace, il Polo dovrebbe essere un organismo capace di partire dai progetti e non dalle imprese.

Nel ragionare sulle prospettive future, numerosi partecipanti mettono in luce aspetti legati alle esperienze che hanno preceduto l’attuale progetto di Polo Tecnologico. Il tema della rapidità d’azione viene evidenziato negli interventi di Collina, che ricorda i 7 anni necessari per giungere all’attuale fase di snodo sul Polo, e di Giuseppe Pacetti, Segretario Provinciale UIL, secondo cui il tempo intercorso potrebbe essere un’opportunità, dal momento che la crisi sta favorendo atteggiamenti di maggiore responsabilità.

L’altra questione legata al passato è la necessità di non ripetere gli errori commessi, come rilevato da Ernesto Patruno, Giuseppe Pacetti e Roberto Bedini, Direttore di Tecno Marche, il quale nota il percorso di maturazione culturale intrapreso da diversi anni dal territorio. Per conto di SVIM e di tutti i centri servizi della Regione Marche, Bedini conferma inoltre la disponibilità a sostenere e contribuire al successo del Polo tecnologico.

Il tema cruciale dell’innovazione viene affrontato da Nicola Cantagallo di ENEA, per il quale è fondamentale che la Ricerca sia una realtà presente e percepita sul territorio, ad esempio attraverso una struttura come il Polo, incubatore di intelligenze. Innovazione è la parola chiave anche per la Prof Francesca Spigarelli dell’Università di Macerata, che chiarisce in cosa l’Ateneo potrà  supportare il Polo: innovazione in senso lato (di processo e di prodotto), formazione, competenza in questioni normative e internazionalizzazione (focus Cina).

L’esigenza concreta di fare innovazione e ricerca viene posta anche da Giuseppe di Girolami, rappresentante di uno spin off dell’Università di Camerino: nonostante il ruolo decisivo delle università, l’assenza di strutture, laboratori e strumentazioni compromette la capacità di creare start up innovative. In questo senso, il Polo dovrebbe mettere a disposizione laboratori condivisi, a disposizione di più imprese. Dello stesso avviso è Fabio Carloni di Logix, che propone per il Polo il modello dell’ “antenna tecnologica”, con centri servizi e laboratori a disposizione delle PMI locali.

Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria AP, Franco Bucciarelli, interviene segnalando che la propria organizzazione sta finalizzando una nuova piattaforma di supporto alla nascita di nuove start-up. Sotto questo profilo, è per loro interessante collaborare con il futuro Polo e con l’acceleratore di imprese SeedLab. 

Secondo la Prof Lucia Montanini dell’Università Politecnica delle Marche, la mission dell’Università è creare competenze. Per questa ragione il suo Ateneo interagisce in maniera serrata con le imprese, supportando le idee nuove e favorendo processi di innovazione anche all’interno delle aziende già esistenti.

Il Polo si pone come piattaforma per lo sviluppo di sinergie e networking: questo aspetto viene messo in evidenza sia nelle parole di Luigi Masnari di Agrisviluppo, sia nell’intervento di Giovanni Cimini del Distretto Energie del Piceno. Quest’ultimo ritiene, inoltre, che debba essere potenziato il ruolo dei centri di ricerca del territorio, nell’eventualità di farli confluire nel Polo.

Il primo incontro dell’Innovation Desk ha visto la presenza di due importanti realtà imprenditoriali, quali Indesit e Pfizer.

Valerio Aisa, Scietific Advisor di Indesit, mette in luce gli ambiti tematici di interesse per l’azienda, in riferimento allo sviluppo del Polo: efficienza energetica e as   sistenza in casa. Entrambi gli aspetti potranno concorrere all’identificazione di un modello marchigiano, che comprenda non solo la domotica ma anche le nuove tecnologie per i dispositivi di assistenza, connessi al mercato dell’Abitare.

Luigi Marchei di Pfizer inquadra l’esperienza della propria azienda ad Ascoli, dove ha sede uno stabilimento di eccellenza internazionale. Il Polo, secondo Marchei, potrà giocare il ruolo di catalizzatore per la ricerca e sviluppo delle imprese: a questo proposito, Marchei sonderà, di concerto con le funzioni Acquisti e Supply Chain, i fabbisogni di beni e servizi della Pfizer che possono essere vantaggiosamente prodotti sul territorio della provincia di Ascoli Piceno e nelle provincie limitrofe. Tale analisi dovrà poi essere confrontata con le potenzialità del territorio, in modo da individuare possibili filiere produttive che possano soddisfare i bisogni espressi da Pfizer, in competizione, su scala mondiale, con altri distretti.

Nel concludere l’incontro dell’Innovation Desk, Giuseppe Campanella afferma che dietro il progetto del Polo non c’è la prospettiva di denaro pubblico. Per questa ragione, bisogna individuare modalità interne di finanziamento, da parte dei soggetti realmente interessati a mettere in gioco risorse, competenze e idee. L’effettiva capacità innovativa del Polo, conclude Campanella, si dispiegherà attraverso l’ottimizzazione dell’esistente e la valorizzazione delle esperienze del territorio.

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? - chiede Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, - risponde Marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse:
- Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa.
Polo risponde:
- Senza pietre non c'è arco.
(Le città invisibili, Italo Calvino)

 

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