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L’incontro comincia con la presentazione dei dati del sondaggio proposto da Cittadinanzattiva ai cittadini di Ascoli. Su 500 sondaggi distribuiti, ne sono stati raccolti 60.
L’esito dei questionari e le proposte conseguenti per Ascoli21 saranno messe a disposizione sul sito www.ascoli21.it
Uno dei dati salienti è che l’89,6% vuole che Ascoli21 sia un progetto a misura della città. Molto importante è per i cittadini contattati la realizzazione di un’area verde strutturata (95,5%), così come la realizzazione di aree edificabili che non oltrepassino la cubatura prevista e che siano a un costo accessibile.
Attraverso il questionario, sono emerse anche alcune proposte esplicite da parte dei cittadini; queste si orientano verso la definizione di spazi aggregativi di vario tipo (centro sportivo polivalente, centro ricreativo per anziani e bambini, centro congressi, spazi per le associazioni e per progetti culturali e formativi, campus universitario, complesso scolastico multiplo con servizi utilizzabili anche fuori dall’orario scolastico – biblioteca, laboratorio); l’individuazione di un’area verde vista come parco cittadino con aree attrezzate per bambini, anziani, ma anche per animali domestici, come parco fluviale e come orto botanico; per il settore residenziale, emerge l’importanza di non sfruttare eccessivamente l’area, non superando i limiti di cubatura previsti, evitando la realizzazione di palazzi alti, ispirandosi invece ai principi di bioedilizia, con realizzazioni a un prezzo accessibile. L’area inoltre dovrebbe essere resa autonoma sia dal punto di vista dei servizi che dal punto di vista dell’approvvigionamento dei beni di prima necessità.
L’analisi di questi dati ha fatto capire che in effetti c’è una omogeneità nel sentire dei cittadini. Le proposte che sono emerse sono infatti analoghe a quelle che le associazioni stanno portando avanti all’interno del forum. Il lavoro si sta quindi focalizzando su alcuni aspetti che sono sentiti come vere esigenze.
A partire da questo si è cominciato a ragionare sugli elementi che accomunano le diverse proposte.
Agnese ha preso la parola per evidenziare quali erano, secondo lei, gli aspetti più interessanti, innovativi e positivi che emergevano da tutte queste proposte. Innanzitutto, una grande voglia di sfruttare positivamente questa occasione, un desiderio di poter essere orgogliosi di un progetto innovativo, che possa essere di esempio anche per altre realtà in Italia.
Un altro elemento comune a tutte le proposte è il concetto di apertura, di accessibilità intesa sia dal punto di vista concreto, fisico, sia dal punto di vista sociale. In tutte le proposte, si evidenzia la necessità di spazi da condividere per elaborare progetti per la città, progetti educativi importanti e ad ampio raggio: dai corsi di lingue, ai corsi di teatro, a percorsi per l’educazione all’ambiente, alla formazione dei cittadini. Accessibile e aperto è inteso anche come autogestito.
In questo senso, le proposte implicano un’assunzione di responsabilità diretta delle associazioni che si dicono disponibili a mettersi in rete, a formare un coordinamento che gestisca questi spazi, rendendoli disponibili e accessibili ai cittadini.
Rileggendo le proposte si è visto che ci sono 4 aree di intervento su cui le proposte si focalizzano:
Analizzando le proposte che erano arrivate nei mesi precedenti, si è cercato di individuare gli elementi comuni relativi ai singoli macrotemi. Gli elementi comuni su cui lavorare per approdare a una proposta unica in merito a tutte le singole aree.
1. Il verde
L’area verde non deve essere intesa come riempitivo, qualcosa che occupa lo spazio che avanza, ma deve essere oggetto di un progetto e di una proposta vere e proprie. Un parco urbano che si può vivere tutto il giorno, attrezzato per attività sportive, giochi per i bambini, panchine, wi fi. All’interno del parco potrebbero trovare spazio un orto cittadino, piste ciclabili e pedonabili. In qualche modo potrebbe essere mantenuta anche l’identità storica industriale dell’area, come accade nella Rhur, trasformando anche il parco in un’attrattiva vera e propria.
Potrebbero essere realizzate attività didattiche di educazione all’ambiente. Il fiume potrebbe essere oggetto di un progetto specifico, di un parco fluviale.
Le associazioni sottolineano come nel terzo che si prevede di destinare a parco non debba essere considerate le pendici scoscese del fiume: deve cioè trattarsi di un terzo effettivo e usabile. Potrebbero essere immaginate soluzioni architettoniche per poter vivere il parco anche con il brutto tempo. Il parco dovrebbe poi essere messo in rete con gli altri parchi della città.
2. La mobilità e l’interconnessione con il resto della città
In merito alla mobilità interna un aspetto importante è la questione parcheggi. Il principio di fondo è che questi devono portare via meno spazio possibile, dovranno essere quindi sotterranei e ciascun edificio dovrà esserne dotato. Diversamente, si dovrà immaginare dei parcheggi esterni all’area. Questo tema è particolarmente importante nel momento in cui dentro l’area venissero realizzate aree per lo sport e la cultura che prevedono un afflusso di visitatori significativo.
Dalle proposte delle associazioni emerge che potrebbe essere interessante sfruttare la ferrovia, portando il capolinea della linea in prossimità dell’area. L’intera area dovrà essere dotata di aree pedonali e di piste ciclabili continue. L’intera area dovrà essere accessibile a tutti i portatori di handicap.
È importante che l’area sia collegata al resto della città attraverso la realizzazione di una metropolitana di superficie. Un ruolo significativo potrebbero avere in questo senso i ponti già esistenti. Potrebbero anche essere previsti dei bus navetta per collegamenti urbani. La ciclabilità deve essere intesa come strumento di interconnessione tra le parti della città.
Sarebbe da evitare la realizzazione di strade di attraversamento con flussi di traffico intenso.
3. Criteri generali
L’area residenziale deve avere un basso impatto ambientale e deve essere accessibile sia negli spazi aperti che negli spazi chiusi; il fabbisogno energetico deve essere coperto con fonti di energia rinnovabili adatte al territorio, devono essere utilizzati criteri per l’efficienza energetica e il risparmio. L’area dovrebbe essere energeticamente autosufficiente. Attenzione speciale deve essere posta anche alla raccolta dei rifiuti.
Gli appartamenti devono essere dotati di strumenti di domotica che consentano il massimo di accessibilità ai cittadini con disabilità. L’altezza degli edifici deve essere contenuta.
4. Spazi aggregativi, educativi, associativi
È emersa innanzitutto la necessità di spazi per svolgere attività culturali di ampio respiro, mettendo in rete le associazioni, per fornire ai cittadini delle proposte educative di alto livello. Spazi attrezzati che facilitino l’incontro tra i diversi soggetti. Un punto unico informativo e di promozione.
Spazi per corsi e percorsi formativi, per avviare un laboratorio educativo permanente rivolto soprattutto ai più giovani.
Potrebbe essere realizzata qui anche un’area di coworking rivolta a tutti i giovani free lance che hanno bisogno di spazi e attrezzature per iniziare la loro attività.
Ugualmente sentita è l’esigenza di spazi autogestiti per sviluppare attività artistiche.
Dentro Ascoli21 potrebbero essere previste anche spazi per eventi, spettacoli, mostre, concerti, centri espositivi. Nell’area potrebbero trovare spazio anche un Museo della Scienza e un museo di archeologia industriale relativo alla Carbon. La città avverte anche il bisogno di uno spazio sportivo polivalente che consenta di fare anche attività sportive meno consuete.
Secondo quanto emerso, l’area non deve avere una vocazione commerciale, ma devono essere presenti negozi di prima necessità e servizi; trattandosi di un luogo che deve vivere tutto il giorno e che propone attività di tipo culturale è importante che ci siano anche bar, ristoranti, chioschi.
Dopo l’analisi delle diverse proposte, sono stati formati i gruppi di lavoro. Ciascun gruppo lavorerà su un’area specifica per elaborare in maniera condivisa una proposta. La proposta verrà poi ripresentata e discussa con tutte le associazioni nelle prossime riunioni.
La facilitatrice ha ricordato alcuni principi che devono essere tenuti presenti lavorando in gruppo. Innanzitutto, poiché, pur trattandosi di un momento ancora molto creativo, la progettazione deve essere quanto più definita possibile, ogni aspetto deve essere indagato e sviscerato; di ogni aspetto bisogna chiedersi che cosa implica, che cosa è necessario perché funzioni, quale conseguenze ha e quali altre cose comporta.
Bisogna cercare di mantenere una visione definita e globale. Non bisogna mai dimenticare che si sta facendo un progetto per la città, quindi la proposta deve rispondere a delle esigenze reali e non solo a delle visioni ideali.
Se nel portare avanti il lavoro, il gruppo si rende conto di aver bisogno di maggiori informazioni, di qualche contributo con degli esperti, di altri strumenti, può chiederli direttamente al facilitatore.
Anche il lavoro di gruppo deve essere portato avanti tenendo presente i concetti chiave della partecipazione: una reale capacità di ascolto delle proposte e delle esigenze altrui, una discussione che non si basa sulle posizioni di parte ma sulle esigenze reali.
I gruppi devono informare la facilitatrice sull’andamento dei loro incontri.
I Gruppi
Spazi aggregativi e culturali: Laboratorio minimo teatro, Ascoli da vivere, Astrolabe, Dimensione Ascoli, Radio incredibile
Criteri generali: Provincia Nova, La Meridiana, Cittadinanzattiva, Italia Nostra, Iside Sociale
Area verde: Italia Nostra, Legambiente, Amici della bicicletta
Mobilità: Amici della bicicletta, Legambiente, Cittadinanzattiva, Legambiente